In continua escalation verso l'apoteosi della perfetta fotografia d'interni, vado a presentarvi il nuovo outfit di oggi.
Un abbinamento che nella mia mente mi catapulta dritta dritta negli anni '70: "gonna lunga = hippie" è l'uguaglianza che scatta sempre nella mia testa, per quanto possa essere nella sua declinazione chic (ovviamente non è questo il caso), ma sempre un capo di abbigliamento figlio dei fiori lo considero.
La gonna lunga per l'appunto: parliamone.
Il mio cuore mi porterebbe ad indossarla per pulirci casa così come per presenziare davanti ad Obama, per andarci a dormire così come per andarci al mare, me la metterei persino gialla o, peggio, fluo, per quanto mi piace.
Il mio cervello, invece, mi dice di stare ferma, di lasciarla stare lì nell'armadio ché ogni volta che la indosso il primato di donna più bassa del mondo è sempre in agguato nei paraggi che mi si vuole appiccicare addosso.
La mia condizione di ragazza.che.non.arriva.al.metro.e.sessanta in effetti mi lascia in questo limbo tra istinto e raziocinio a struggermi su quale sia l'atteggiamento giusto da utilizzare: camminare a testa alta (giusto quella) fiera della mia gonna lunga che mi sta malissimo o accettare che la gonna lunga no, nun se po', elaborare il lutto ed andare avanti?
Co(n)scia dell'avervi dato forti spunti di riflessione, vi lascio con i miei più cari saluti ed arrivederci.
Maglia - Comptoir des cotonniers
Gonna - Comptoir des cotonniers
Scarpe - Danilo di Lea
Cinta - Comptoir des cotonniers
Anello - Félicie aussi
























